Via il pannolino!


Un passaggio importante lungo il percorso di sviluppo del bambino è rappresentato dall’acquisizione
dell’autonomia dal pannolino. L’educazione al controllo sfinterico rappresenta infatti un momento
prezioso per far arrivare al bambino molti messaggi che lo aiuteranno a crescere, primo fra tutti
l’importanza del rapporto con il proprio corpo e con tutte le sensazioni ad esso collegate.
Nel caso di un bambino che frequenti l’Asilo Nido, in particolare, anche le Educatrici che lo seguono
sono coinvolte in questo significativo percorso che deve essere deciso e intrapreso in continuità tra
l’ambiente domestico e quello del Nido.
Ecco quindi qualche riflessione che può aiutare ad affrontare serenamente questo momento.


A CHE ETA’ E’ GIUSTO COMINCIARE?
Solitamente si tende a individuare un’età specifica in cui il bambino può essere avviato all’autonomia
dal pannolino, situandola tra il secondo e il terzo compleanno; in realtà il momento per togliere il
pannolino non va valutato considerando solo l’età anagrafica. Per capire se è il momento giusto
per iniziare, è importante osservare se il bambino ha sviluppato una serie di competenze (cognitive,
motorie, emotive, linguistiche) e riscontrare la presenza di importanti segnali: ad esempio, il
bambino è infastidito dalla sensazione di pannolino bagnato o sporco, avverte in anticipo gli stimoli
intestinali, li comunica per tempo a mamma e papà, il suo pannolino rimane asciutto dopo il pisolino o
il sonno della notte, è incuriosito dall’andare in bagno, è capace di abbassarsi i pantaloni da solo,
ecc… E’ importante, dunque, accogliere i segnali che arrivano ma non avere fretta: aspettare che
effettivamente il bambino sia pronto è una base importante per il successo di questo percorso. Un’
altra attenzione fondamentale è quella di NON dare inizio al percorso in concomitanza con altri
eventi importanti per la vita del bambino e della famiglia: la nascita di un fratellino, un trasloco, la
lontananza di uno dei due genitori, l’abbandono dell’uso del ciuccio, ecc…


COME SI SVOLGE IL PERCORSO?
Per i bambini che frequentano l’Asilo Nido è importante individuare assieme all’Educatrice di
riferimento il momento opportuno per iniziare a proporre al bambino questo tipo di autonomia; in
questo modo sarà possibile creare una continuità educativa (fondamentale per il bambino) e
procedere sulla stessa linea sia a casa che al Nido.
Si parte con gradualità (senza mettere fretta né dando la sensazione di un ”dovere da compiere”)
prevedendo che, nei primi giorni, il bambino rimanga senza pannolino per qualche ora; durante
questo tempo l’adulto gli ricorderà verbalmente che non sta indossando il pannolino e lo
accompagnerà spesso in bagno a sedersi sul vasino o sul water (evitando però lunghe soste qui
nell’attesa che arrivi qualcosa). Col passare dei giorni, quando si osserverà che il bambino sta
rafforzando la sua consapevolezza rispetto al controllo che gli viene richiesto, si aumenterà il
tempo in cui egli rimane senza pannolino, accompagnandolo ancora spesso in bagno.
Progressivamente il bambino rimarrà asciutto sempre più a lungo e sarà possibile stabilire anche una
sorta di routine, individuando i momenti o gli orari della giornata in cui è preferibile proporgli di
andare in bagno.
E’ importante tenere presente che il controllo delle feci spesso viene maturato più tardi rispetto a
quello delle urine; così anche il controllo sfinterico durante il sonno viene raggiunto in un secondo
momento, quando è ben consolidata l’autonomia durante la giornata. Non si può conoscere in anticipo
quale sarà la durata di questo percorso; l’importante sarà iniziare al momento giusto per evitare di
disorientare il bambino ritornando sui propri passi e, dopo aver cominciato, decidere di
interrompere e aspettare ancora.

QUALI SUPPORTI USARE?
Per aiutare il bambino a diventare autonomo dal pannolino si può proporgli di utilizzare il vasino
oppure un riduttore per il water da adulti; l’importante è che quando il bambino è seduto si senta
stabile e sicuro. Prima di iniziare con il percorso di acquisizione del controllo sfinterico si può anche
scegliere di tenere in bagno un vasino (magari scelto assieme a lui!) di cui un po’ alla volta si
spiegherà la funzione; il bambino lo utilizzerà dapprima come gioco e con esso inizierà a
familiarizzare. Durante questo percorso può essere utile anche accompagnare il bambino
proponendogli libri e letture che in maniera semplice trattino questa tematica.


COME SI MODIFICA L’ABBIGLIAMENTO?
Durante il percorso che porta all’autonomia dal pannolino l’abbigliamento del bambino si modifica:
già qualche settimana prima di cominciare il body andrà sostituito da canottiera e mutandine per
permettergli di essere autonomo nel momento in cui dovrà sedersi sul vasino o sul water. Anche
tutti gli altri indumenti che il bambino indossa dovranno essere semplici e comodi (evitare bottoni,
cerniere, cinture, salopette, vestiti lunghi, ecc…).
Poiché in questo periodo può accadere che si bagni o si sporchi molte volte al giorno sarà necessario
cambiarlo spesso; per questo motivo l’Educatrice chiederà alla famiglia di portare al Nido
un’adeguata quantità di vestiti da usare come cambi.


COME REAGISCE L’ADULTO?
La fase dell’autonomia dal pannolino è per il bambino un continuo oscillare fra paure e gioie in cui
gioca un ruolo importantissimo l’atteggiamento degli adulti che lo circondano; essi, infatti, devono
essere tutti concordi nel fargli vivere questa esperienza in maniera assolutamente naturale e,
grazie al loro comportamento e alla loro comunicazione verbale (le parole) e non – verbale (anche la
mimica facciale è importante!), stargli vicino con pazienza, delicatezza e tranquillità.
Bisogna tenere presente che per il bambino di questa età lo sporco, prima che diventare un divieto,
è un piacere, cosa che si dimentica completamente da adulti per la forte proibizione del contesto
culturale in cui si vive; in questo fase, inoltre, è del tutto normale che egli abbia un rapporto
particolare con i propri escrementi: li considera un proprio prodotto, la sua “opera d’arte” ed è
felice di mostrarli a mamma e papà, fiero di aver compiuto qualcosa di speciale. E’ dunque
fondamentale lodare e festeggiare il bambino ai suoi primi successi (“Che bella! Ma quanta ne hai
fatta! La facciamo vedere al papà/agli amici!! ”) e, quando si verificano “incidenti di percorso”
durante i quali il bambino si bagna o si sporca sarà opportuno che l’adulto non li rimarchi troppo ma
nemmeno li ignori, accompagnandoli con una serena spiegazione (“Non importa, la prossima volta che
ti scappa chiamami e andiamo di corsa in bagno ”).
Sarà importante dunque non forzare il bambino e non rimproverarlo, minacciarlo o prenderlo in giro
se si sporca; non deve essere utilizzata mai nessuna punizione e sarà necessario impegnarsi per
fare in modo che tutti gli adulti con cui il bambino vive reagiscano con le medesime attenzioni.
In questo come in altri ambiti è importante porre attenzione anche al linguaggio che si utilizza
quando ci si rivolge al bambino: non è positivo, ad esempio, usare l’espressione “cacca” per indicargli
la sporcizia di un determinato oggetto, trasmettendogli così l’idea che le sue feci sono qualcosa di
negativo da allontanare in ogni modo.
Per concludere, è importante vivere e far vivere questo momento come una gioiosa esperienza per
partecipare con serenità all’ennesimo progresso nella crescita del bambino.